Vinili storia

Dischi in vinile, un po’ di storia.

I dischi in vinile sono stati introdotti sul mercato per la prima volta nel 1948 dalla Columbia Records negli Stati Uniti.

Evoluzione del predecessore 78 giri, il disco in vinile viene fabbricato in PVC (da questo deriva il nome vinile), materiale che, rispetto alla gommalacca, consente di ridurre sia lo spessore dei solchi che la velocità angolare e quindi di aumentare la durata di ascolto, che arriva a una durata di trenta minuti per lato.

I dischi in vinile da 33 giri rappresentano il miglior compromesso tra durata di ascolto e qualità sonora, il tutto in un supporto che pesa la metà dell’antenato 78 giri, si passa infatti dai 360 grammi ai 180 del vinile garantendo inoltre una resistenza agli urti molto maggiore, di contro la superficie risulta molto più sensibile ai graffi.

I dischi in vinile vengono prodotti con un processo di pressatura a caldo, grazie a una matrice di metallo nella quale viene inserito il cosiddetto biscotto che prenderà la forma dello stampo e una volta raffreddato e rifilato sui bordi, sarà pronto per l’ascolto.

Con l’avvento dei CD, l’utilizzo dei dischi in vinile è andato via via scemando e rimanendo confinato in un mercato di nicchia per appassionati anche se oggi stiamo assistendo ad una riscoperta del vinile con un mercato in continua crescita.

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